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	<title>marco &#8211; MUTOKUKAN DOJO scuola di Aikido in Friuli Venezia Giulia</title>
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	<description>Mutokukan dojo</description>
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		<title>Hello world!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Aug 2021 14:08:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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		<title>Shodan</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Oct 2014 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[(photo courtesy by  Wolfgang R. Fuerst ) Domenica scorsa ho sostenuto l’esame per shodan. Quando mi avvicinai alla pratica, non pensavo al conseguimento della “cintura nera”. L’Aikido era interessante di per sé e scoprire lezione dopo lezione nuovi orizzonti, appagava &#8211; e appaga &#8211; la mia passione.  Tuttavia il momento dell’esame è importante e voci autorevoli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
<div class="wsite-image wsite-image-border-thin " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img decoding="async" src="https://mutokukan.it/wp-content/uploads/2021/08/978620_orig.jpg" alt="Immagine" style="width:100%;max-width:1000px"> </a> </p>
<div style="display:block;font-size:90%"></div>
</p></div>
</div>
<div class="paragraph" style="text-align:left;"><em>(photo courtesy by  <a href="http://www.wrfuerst.com/">Wolfgang R. Fuerst </a>)</em></p>
<p>Domenica scorsa ho sostenuto l’esame per shodan. Quando mi avvicinai alla pratica, non pensavo al conseguimento della “cintura nera”. L’Aikido era interessante di per sé e scoprire lezione dopo lezione nuovi orizzonti, appagava &#8211; e appaga &#8211; la mia passione.  Tuttavia il momento dell’esame è importante e voci autorevoli hanno indicato con chiarezza il motivo. Da parte mia in questi anni ci sono stati una buona costanza e un certo impegno, ma questo è solo un aspetto della vicenda. <br /><span style=""></span><br /><span style=""></span>  Dove sarei arrivato senza la dedizione e la pazienza del Sensei? Cosa avrei compreso senza gli altri praticanti? Come avrei affrontato l’esame senza i consigli e il sostegno (un augurio, una frase) di alcuni miei compagni? In una parola: cosa avrei combinato senza l’<em style="">aiuto</em> degli altri? Ben poco, se non nulla. A pensarci bene, ci sono anche la mia famiglia e altri amici, che di aikido non sanno niente e che tuttavia mi sostengono. Il cerchio si allarga…<br /><span style=""></span><br /><span style=""></span>  Potrebbe sembrare il riassunto dei soliti ringraziamenti alla fine di un film già visto. Ma non è così. È la sincera constatazione, scevra da sentimentalismi, di un dato di fatto. Senza gli altri non si va da nessuna parte. Non sono IO, IO, IO che faccio l’Aikido. Siamo NOI a praticarlo insieme.<br /><span style=""></span><br /><span style=""></span>  Questa riflessione non chiude una storia, non è un titolo di coda, perché anche se non avessi superato l’esame o addirittura non l’avessi affrontato, l’aiuto c’è stato e continua ad esserci comunque. L’esame l’ha rimesso in evidenza e mi ha offerto l’opportunità di parlarne.<br /><span style=""></span><br /><span style=""></span>  Perciò rivolgo con rinnovato sentimento al Sensei e a tutti quanti il mio ringraziamento:<br /><span style=""></span><br /><span style=""></span>  domo arigato per il passato, per il presente, per il futuro.<br /><span style=""></span><br /><span style=""></span>    Mauro<br /><span style=""></span><br /><span style=""></span></div>
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		<item>
		<title>Stage con Stephane Benedetti a Monfalcone e Trieste.</title>
		<link>https://mutokukan.it/stage-con-stephane-benedetti-a-monfalcone-e-trieste/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Apr 2014 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[Stephane Benedetti (Aikikai SHIHAN VII DAN) inizia la pratica dell’Aikido nel 1966. Orientalista ed esperto di Storia delle Religioni ha vissuto per nove anni in Giappone, riuscendo a penetrare i più vari aspetti dellacultura Giapponese tra i quali l’arte tradizionale della forgia del metallo.Al suo ritorno si trasferisce ad Aix-en-Provence dove segue l’insegnamento di Tamura Nobuyoshi Shihan. Attualmente risiede a Barcellona [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
<div class="wsite-image wsite-image-border-thin " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center">
 <a><br />
 <img decoding="async" src="http://mutokukantrieste.weebly.com/uploads/4/4/3/8/4438078/1472216_orig.jpeg" alt="Picture" style="width:100%;max-width:566px"><br />
 </a></p>
<div style="display:block;font-size:90%"></div>
</p></div>
</div>
<div class="paragraph editable-text" style=" text-align: left; ">Stephane Benedetti (Aikikai SHIHAN VII DAN) inizia la pratica dell’Aikido nel 1966. Orientalista ed esperto di Storia delle Religioni ha vissuto per nove anni in Giappone, riuscendo a penetrare i più vari aspetti della<br />cultura Giapponese tra i quali l’arte tradizionale della forgia del metallo.<br />Al suo ritorno si trasferisce ad Aix-en-Provence dove segue l’insegnamento di Tamura Nobuyoshi Shihan. Attualmente risiede a Barcellona ed insegna Aikido in tutta Europa. E’ insignito del titolo di Shihan dell’Aikikai Honbu Dojo di Tokio.</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Grande successo per lo stage di Aikido a Kranjska Gora.</title>
		<link>https://mutokukan.it/grande-successo-per-lo-stage-di-aikido-a-kranjska-gora/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Mar 2014 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[Oltre 50 partecipanti di tutte le età e 3 maestri di livello internazionale: questi i numeri del 1°Stage Mutokukai Italia che si è svolto a Kranjska Gora (Slovenia), dal 5 al 7 aprile 2013, nella splendida cornice del Wellness Hotel &#38; Resort Spik. Un notevole successo per questa iniziativa creata per festeggiare il 20° anniversario [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
<div class="wsite-image wsite-image-border-thin " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img decoding="async" src="https://mutokukan.it/wp-content/uploads/2021/08/618312.jpg?360" alt="Immagine" style="width:auto;max-width:100%"> </a> </p>
<div style="display:block;font-size:90%"></div>
</p></div>
</div>
<div class="paragraph" style="text-align:left;">Oltre 50 partecipanti di tutte le età e 3 maestri di livello internazionale: questi i numeri del 1°Stage Mutokukai Italia che si è svolto a Kranjska Gora (Slovenia), dal 5 al 7 aprile 2013, nella splendida cornice del Wellness Hotel &amp; Resort Spik.</p>
<p>Un notevole successo per questa iniziativa creata per festeggiare il 20° anniversario del MuTokuKan Dojo, scuola di Aikido in Friuli-Venezia Giulia, fondata nel 1993 ed affiliata allo CSEN / CONI ed all&#8217;associazione Shumeikai Italia.</p>
<p>I partecipanti, alcuni dei quali accompagnati dalle proprie famiglie, hanno trovato ad accoglierli un fantastico resort immerso nella natura, con piscina, centro benessere ed un tatami di oltre 100 mq allestito nella sala congressi dell&#8217;hotel.</p>
<p>Su quest&#8217;ultimo si sono alternati per 3 giorni i maestri Roberto Bollero Anticoli (VI Dan Shidoin Aikikai), Miguel Salvador (V Dan Shidoin Aikikai) e Alessandro Chiancone (V Dan Shidoin Aikika) <em>(nella foto da sinistra a destra) </em>per uno stage che ha spaziato dall&#8217;Aikido, all&#8217;Aikiken, all&#8217;Aikijo.</p>
<p>Non sono mancate delle sedute mattutine di Aikitaiso, tecnica per il benessere psicofisico e di riscoperta del corpo, nonché un momento didattico dedicato al primo soccorso in caso di infortuni durante la pratica dell&#8217;Aikido.</p>
<p>Una meravigliosa esperienza che sicuramente verrà ripetuta il prossimo anno, mentre con si avvicinano ancora altri appuntamenti per il MuTokuKan Dojo: lo stage con Stephane Benedetti VII Dan Shihan a Trieste e Ronchi dei Legionari (GO), la manifestazione Mare Marziale a Bibione (VE), la Festa dello Sport a Nimis (UD) e naturalmente la partecipazione a numerosi altri stage di Aikido in Italia e in Europa.</p></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Corso introduttivo di Aikido per bambini e ragazzi a Feletto Umberto (UD)</title>
		<link>https://mutokukan.it/corso-introduttivo-di-aikido-per-bambini-e-ragazzi-a-feletto-umberto-ud/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2013 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; iniziato nel nuovo centro di arti marziali &#8220;Funny Dojo&#8221; in via Cadore a Feletto Umberto (a pochi chilometri da Udine) il corso introduttivo di Aikido per bambini e ragazzi (maschi e femmine). Le lezioni vengono tenute il mercoledì dalle 19.00 alle 20.00 e sono gratuite fino al 17 ottobre 2012. Un&#8217;opportunità da non perdere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
<div class="wsite-image wsite-image-border-thin " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img decoding="async" src="http://mutokukantrieste.weebly.com/uploads/4/4/3/8/4438078/6234332.jpeg?357" alt="Immagine" style="width:auto;max-width:100%"> </a> </p>
<div style="display:block;font-size:90%"></div>
</p></div>
</div>
<div class="paragraph" style="text-align:left;">E&#8217; iniziato nel nuovo centro di arti marziali &#8220;Funny Dojo&#8221; in via Cadore a Feletto Umberto (a pochi chilometri da Udine) il corso introduttivo di Aikido per bambini e ragazzi (maschi e femmine). Le lezioni vengono tenute il mercoledì dalle 19.00 alle 20.00 e sono <strong>gratuite</strong> fino al 17 ottobre 2012. Un&#8217;opportunità da non perdere per muovere i primi passi in questa arte marziale, insieme al Maestro Alessandro Chiancone (V Dan). E&#8217; prevista, qualora il corso raggiunga un numero sufficiente di iscrizioni (min. 10), la sua continuazione 1 ora 2 volte a settimana (lunedì e mercoledì) con orario nella fascia dalle 18.00 alle 20.00. </p>
<p>Ricordiamo che a Feletto Umberto sono già iniziate le lezioni di Aikido per adulti: lunedì e mercoledì dalle 20.30 alle 22.00 e che sono previste anche in questo caso, lezioni di prova gratuite. </p></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>1° International Seminar Mutokukai Italia a Kranjska Gora</title>
		<link>https://mutokukan.it/1-international-seminar-mutokukai-italia-a-kranjska-gora/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Sep 2013 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal 5 al 7 aprile 2013 non prendete impegni: vi aspetta un week-end di Aikido, Aikiken, Aikitaiso, Aikikids e benessere a Kranjska Gora in Slovenia, a 18 Km da Tarvisio. Stiamo infatti organizzando il 1° International Seminar Mutokukai Italia, con la partecipazione di Alessandro Chiancone V dan e Miguel Salvador V dan, nella splendida cornice [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>				<span class="imgPusher" style="float:left;height:0px"></span><span style="z-index:10;position:relative;float:left;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px"><a><img decoding="async" src="https://mutokukan.it/wp-content/uploads/2021/08/2113255.jpg?379" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px;" alt="Immagine" class="galleryImageBorder"></a></p>
<div style="display: block; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;"></div>
<p></span> </p>
<div class="paragraph" style="text-align:left;display:block;">Dal 5 al 7 aprile 2013 non prendete impegni: vi aspetta un week-end di Aikido, Aikiken, Aikitaiso, Aikikids e benessere a Kranjska Gora in Slovenia, a 18 Km da Tarvisio.</p>
<p>Stiamo infatti organizzando il 1° International Seminar Mutokukai Italia, con la partecipazione di Alessandro Chiancone V dan e Miguel Salvador V dan, nella splendida cornice dell’hotel Spik – Wellness Resort.</p>
<p>Molti di voi ricorderanno l’ottima riuscita dello stage dello scorso anno, durante il quale abbiamo potuto praticare sul tatami di 80 mq allestito all’interno dell’hotel e goderci l’ospitalità di questa bella struttura, con pensione completa a buffet e piscina termale. </p>
<p>Un’ottima occasione per unire un fine settimana intensivo di pratica, studiando molti aspetti della nostra arte marziale e scoprendo nuove vie di ricerca e crescita, con il relax di una vacanza e naturalmente con il piacere di stare insieme.</p>
<p>Vi aspettiamo anche per festeggiare insieme il 20° anniversario del MuTokuKan Dojo!</div>
<hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;">
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Un ospite dagli USA: Malcolm Tiki Shewan</title>
		<link>https://mutokukan.it/un-ospite-dagli-usa-malcolm-tiki-shewan/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jun 2013 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[Abbiamo avuto il piacere di ospitare presso il nostro dojo, nelle sedi di Feletto Umberto (UD) e Monfalcone (GO), Malcolm Tiki Shewan, grande maestro di Aikido e Iaido, per due lezioni alle quali hanno partecipato diversi praticanti di Aikido della regione. Malcolm Tiki Shewan è nato il 19 maggio 1951 a Somerville N.J., U.S.A. Ha [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
<div class="wsite-image-border-thin " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center">
 <a><br />
 <img decoding="async" src="https://mutokukan.it/wp-content/uploads/2021/08/7785735.jpg?375" alt="Picture" style="width:auto;max-width:100%"><br />
 </a></p>
<div style="display:block;font-size:90%"></div>
</p></div>
</div>
<div class="paragraph editable-text" style=" text-align: left; ">Abbiamo avuto il piacere di ospitare presso il nostro dojo, nelle sedi di Feletto Umberto (UD) e Monfalcone (GO), Malcolm Tiki Shewan, grande maestro di Aikido e Iaido, per due lezioni alle quali hanno partecipato diversi praticanti di Aikido della regione.</p>
<p>              Malcolm Tiki Shewan è nato il 19 maggio 1951 a Somerville N.J., U.S.A.</p>
<p>  Ha cominciato lo studio della scherma quando aveva 6 anni. All’età di 8 anni, suo padre lo iscrisse ai corsi di Judo al Budokwai di Londra.</p>
<p>  Nel 1961 abbandonò lo Judo e si dedicò alla scherma sotto la direzione del Maestro Fredick Rhodes,  considerato uno degli schermitori più eccellenti d&#8217;Europa.</p>
<p>  Fu alla Rhodes Accademy che M.T. Shewan per la prima volta  iniziò lo studio dello IAI, l&#8217;arte dell&#8217;estrazione e taglio con la spada giapponese. Le sue prime lezioni dell&#8217;arte gli sono state impartite Reverendo Khan, che era un prete buddista al Tempio Zen di New York ed un abile insegnante di Kendo ed Iaido nello stile del Muso Jikiden Eishin Ryu. Il Reverendo Khan, a quel tempo, teneva regolari lezioni alla Rhodes Accademy.</p>
<p>  A età di 17 anni ha cominciato lo studio dello IAI con Otani Yoshiteru Sensei, un insegnante di Tenshin Sho Jigen Ryu E Muso Shinden Ryu.</p>
<p>  Nondimeno il suo interesse per la Spada Giapponese era nato ben prima di questo periodo e, in fatti, risale alla sua infanzia. Suo padre, un celebre collezionista di armi e molto versato nella storia della guerra, come anche della manifattura di armi e armature in genere, aveva coltivato l&#8217;interesse di suo figlio per la Spada Giapponese.</p>
<p>  Egli frequentò lezioni e conferenze tenute a partire circa dal 1970 da Usui Bumpei Sensei, un estimatore competente di Nippon-to, al Tempio Zen di New York. </p>
<p>    A 18 anni si diplomò alla Portsmouth Priory e si trasferì per i suoi studi universitari di Lingue Moderne in Europa. Ha continuato i suoi studi di scherma sotto la direzione del Maestro Bela Imregy all&#8217;Università di Oxford, e di IAI ogni qualvolta ritornava a casa negli Stati Uniti.</p>
<p>  All&#8217;età di 19 anni, i suoi studi lo portarono a Losanna in Svizzera e lì incominciò lo studio dell&#8217; Aikido alla Lausanne Aikikai con J.M. Burnier E D. Brunner. Poco tempo dopo incontrò Tamura Nobuyoshi Shihan.</p>
<p>  Nei ricordi di M.Tiki Shewan, questo incontro rappresenta un punto di svolta nella sua vita. Abbandonò la scherma e dedicò tutto se stesso allo studio dell&#8217;Aikido con il Maestro Tamura, come altre Discipline Marziali giapponesi sotto insegnanti vari.</p>
<p>  Da questo periodo (1970) in avanti, egli ha dedicato 4- 6 ore quotidiane alla pratica di Aikido e Budo fino a 1981, quando si recò in Giappone approfondire questi studi.</p>
<p>  Nel 1972 ha guadagnato il titolo di Shodan (1° Dan) di Aikido .</p>
<p>  Nel 1973 il Sig. Pierre Chassang gli ha offerto un posto d’insegnamento all&#8217;Aiki Club di Cannes in Francia. Onorato da questa proposta, ha lasciato la Svizzera per venire a vivere a Cannes. Questo spostamento gli ha offerto la possibilità lavorare più intensivamente sotto la direzione di Tamura Sensei, che vive anch&#8217;egli nella zona.</p>
<p>  Nel 1974 gli è stata data l&#8217;autorizzazione all&#8217;insegnamento Fukushido-In . Gli è stata data anche la responsabilità di Consulente Tecnico Regionale (DTR) nell&#8217;U.N.A.  (Union Nationale d&#8217;Aikido) in particolare per  le regioni Midi-Pyrennees e Costa Azzurra. A tutt’oggi continua a rivestire questo ruolo tecnico-consultivo all&#8217;interno della Federazione Francese d&#8217;Aikido (FFAB).</p>
<p>  Nel 1975 gli è stato conferito Nidan (2° Dan) di Aikido.</p>
<p>  Fu pure nel 1975, mentre si trovava negli U.S.A., che ha incontrato e ha lavorato intensamente con Mitsuzuka Takeshi Shihan. Durante questo periodo si dedicò a perfezionare i suoi studi di MUSO Shinden Ryu Iai e ha cominciato il suo studio di Shindo Muso Ryu Jodo.</p>
<p>  Più avanti, considerata la sua conoscenza delle lingue, giapponese incluso, M.Tiki Shewan anche ha giocato un ruolo attivo nella Federazione Europea di Aikido (E.A.F. &#8211; F.E.A.) durante i suoi primi anni.</p>
<p>  Nel 1975 il Dosshu Kisshomaru Ueshiba è stato invitato dall&#8217;E.A.F. a fare un giro di Europa durante il quale Malcom Tiki Shewan accompagnava la delegazione e fungeva da Uke per il Dosshu durante la maggior parte delle sue dimostrazioni del europee. Al termine del giro il Dosshu partecipò all&#8217;assemblea che vide la fondazione della Federazione Internazionale d&#8217;Aikido I.A.F. e M. Tiki Shewan partecipò attivamente alle fasi iniziali dell&#8217;attività dell&#8217;IAF come traduttore.</p>
<p>  Nel 1977 Mitsuzuka Sensei venne in Francia su invito di Tamura Sensei e dell&#8217;E.A.F. per una serie di seminari riguardanti sia Iaido che Jodo, per un periodo di 2 mesi. Questa visita portò alla creazione della Federazione Nazionale di Iaido e della Federazione Europea di Iaido ed ha giocato un ruolo importante nello sviluppo di questa disciplina in Francia ed in Europa.</p>
<p>  Il suo continuo interesse nella pratica della scherma giapponese e per di più l&#8217;enorme esperienza pratica acquisita attraverso numerosi e intensivi corsi d&#8217;addestramento sotto la direzione d’insegnanti quali Mitsuzuka Sensei, Nakazono Sensei, Chiba Sensei, Tada Sensei, Tamura Sensei, Draeger Sensei, Kaminoda Sensei, Arikawa Sensei e altri, hanno raffinato e consolidato la sua pratica con armi (Tanto, Jo, Iai e Ken) come altrettanto le tecniche a mani nude in Aikido. In questo modo ha sviluppato una visione d&#8217;insieme straordinaria che integra tutte delle discipline che ora ha studiato in una visione generale per il pratica del Budo.</p>
<p>  Nel 1979 ha ricevuto il Sandan (3° Dan) di Akido, diventando così il più giovane consulente tecnico della federazione a ricevere questo grado.</p>
<p>  Ma la sua profonda conoscenza della forgiatura e lucidatura della Spada giapponese gli è stata insegnata da Wakita Ryosui Shissho durante una lunga visita in Europa e durante il soggiorno di M. Tiki Shewan in Giappone in 1981, dove ha studiato come apprendista costruttore di spade.</p>
<p>  Per 15 mesi ha studiato gli antichi metodi precedenti il periodo Edo (1600), che i costruttori di spade giapponesi usavano per creare le magnifiche armi del periodo Koto.</p>
<p>  Wakita Shissho ha avuto la manutenzione della sua fucina nella regione isolata montuosa di Nagano-Ken ed era qui che Shewan ha dedicato tutto il suo tempo alla cultura e su come costruire piccoli forni da fucina.</p>
<p>  Studi paralleli hanno sulla lucidatura della Spada, le Tecniche di Tsuba. la creazione di foderi e altre arti come: la creazione di armi di legno bokken, ceramiche e falegnameria.</p>
<p>  Questo viaggio gli ha permesso di visitare numerose scuole di spada classica che raramente aprono la loro porta a visitatori stranieri. Grazie alla presentazione di Donn F. Draeger, Shewan poteva visitare Scuole come: Tenshin Shoden Katori Ryu scintoista, Jikishin Kage Ryu, Yagyu Shinkage, Tendo Ryu, Kashima Ryu scintoista, Tatsumi Ryu, Maniwa Nen Ryu, Itto Ryu, Ogasawara Ryu, Masaki Ryu. Durante questo tempo ha continuato il suo studio di Iai, Jodo ed Aikido.</p>
<p>  Nell’ 1982 sul suo ritorno dal Giappone Shewan ha fondato il G.R.M.T. &#8211; Gruppo per la Ricerca in Metallurgia Tradizionale- per poter continuare ed elaborare lo studio delle tecniche della fucinatura che aveva imparato durante il suo apprendistato.</p>
<p>  1982 Sig. Shewan riceve Aikido Yondan (4th Dan).</p>
<p>  Malcolm Shewan è un membro del Bladesmith American Society il cui Presidente, fondatore  e Mastersmith è Guglielmo F. Moran. </p>
<p>  Sig. Moran è responsabile della riscoperta  delle antiche tecniche di creazione dell’acciaio Damascus.</p>
<p>  In questo periodo Shewan ha trascorso un anno nell&#8217;U.S. per lavorare solo sulle tecniche della fucinatura.</p>
<p>  Visita il più possibile Bill Moran per imparare le tecniche  Damascus.</p>
<p>  Il primo evento che è stato organizzato dal G.R.M.T. in collaborazione col Museo del Ferro a Vallorbe, (Svizzera), era un corso in finitura Damascus e fucinatura a mano impartito da Guglielmo F. Moran ed i partecipanti erano numerosi, in gran parte, lavoratori del metallo esperti.</p>
<p>  Grazie ai suoi contatti Shewan poteva lavorare in collaborazione col Laboratorio dei Metalli e Museo del Ferro di Nancy nel campo di Paleo metallurgia particolarmente in relazione alla riscoperta di tecniche metallurgiche del periodo gallo-romano. E nella fucina che ha creato in Villefranche   Rouergue, i membri del Gruppo hanno partecipato nella creazione di coltelli in stile gallo-romano da lingotti antichi forniti dal Laboratorio dei Metalli.</p>
<p>  Questa cooperazione ha dato la nascita nel 1988 all&#8217;organizzazione di un evento significativo: l&#8217;invito a 4 fabbri giapponesi  di venire in Francia per produrre la prima spada giapponese su suolo europeo ottenuta da minerale metallico europeo.</p>
<p>  L&#8217;evento risulta in un gran successo e l’osservazione dei metodi tradizionali giapponesi ha influenzato molti creatori di coltelli europei. </p>
<p>  Nel 1982 M.T. Shewan è stato nominato Responsable Tecnico Nazionale (RTN) nella Federazione Francese Libera d&#8217;Aikido e Budo (F.F.L.A.B.), Aikikai di Francia.</p>
<p>  Nel 1983 Shewan ha scritto il suo primo libro sul Budo intitolato &#8220;Iaido- L&#8217;Arte della Spada Giapponese&#8221; e ha venduto 5.000 copie nella lingua francese.</p>
<p>  Nel 1984 attivo nell&#8217;insegnamento dell’Aikido riceve promozione a Aikido Godan (5th Dan).</p>
<p>  Nel 1988 riceve il Diploma d’educatore di stato di 1 Grado ed a fine d’anno è stato promosso Rokudan (6th Dan).</p>
<p>  Nel 1988 è ritornato ancora una volta in Giappone per il suo studio e, al termine dell&#8217;anno che ha celebrato il suo matrimonio.</p>
<p>  Nel 1989 ha ricevuto il Diploma d’educatore di stato di 2º Grado ed è divenuto il padre di gemelli.</p>
<p>  Shewan continua partecipare attivamente nell&#8217;insegnamento di Aikido ATN tanto (CEN) del FFAB, Membro del Direttorio del FFAB (1992-1997), capo della Commissione per le Relazioni esterne responsabile per la Formazione delle Giurie (1992-1997) con Toshiro Suga e Rene Trognon.</p>
<p>  Assicura anche l&#8217;Asse Tecnico Consultivo dell&#8217;Iai europeo Federazione con Pascal Krieger e Rene Vandroogenbroek.</p>
<p>  Oggi, Shewan continua  il suo studio personale del Budo, dà seminari in collaborazione con altri che hanno scopi simili, come Pascal Krieger, Rene Vandroogenbroek, Rene Trognon, Toshiro Suga, Jaff Raji, Dominique Pierre, Floreal Perez ed altri amici.</p>
<p>  Ha la mantenuto il suo interesse nella metallurgia antica e lavora a su un libro che tratta la pratica del budo giapponese dal punto di vista d&#8217;osservazione di un&#8217;occidentale.</p>
<p>  Il suo passatempo favorito è la Pesca alla Mosca e regolarmente pubblica articoli su questo soggetto in Europa ed in periodici americani. E anche l&#8217;autore di un libro popolare su &#8220;Pesca Pratica &#8221; in lingua francese.</p>
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		<title>Qualche parola in giapponese.</title>
		<link>https://mutokukan.it/qualche-parola-in-giapponese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Mar 2013 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[Durante la lezione di Aikido, il maestro e i suoi assistenti utilizzano delle parole in giapponese. Conosciamo il loro significato? ichi (i muta) = 1ni = 2san = 3shi = 4go = 5roku (u muta) = 6shichi (i muta) = 7hachi (i muta) = 8ku = 9ju = 10 ukemi = cadutemae ukemi = cadute [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
<div style="text-align: center;"><a><img decoding="async" src="https://mutokukan.it/wp-content/uploads/2021/08/3885896.gif" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px;" alt="Picture" class="galleryImageBorder"></a></p>
<div style="display: block; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px;"></div>
</div>
</div>
<div class="paragraph editable-text" style=" text-align: left; ">Durante la lezione di Aikido, il maestro e i suoi assistenti utilizzano delle parole in giapponese. Conosciamo il loro significato?</p>
<p><em>ichi (i muta)</em> = 1<br /><em>ni</em> = 2<br /><em>san</em> = 3<br /><em>shi</em> = 4<br /><em>go</em> = 5<br /><em>roku (u muta)</em> = 6<br /><em>shichi (i muta)</em> = 7<br /><em>hachi (i muta)</em> = 8<br /><em>ku</em> = 9<br /><em>ju</em> = 10</p>
<p><em>ukemi</em> = cadute<br /><em>mae ukem</em>i = cadute in avanti<br /><em>ushiro ukemi</em> = cadute all&#8217;indietro<br /><em>yoko ukemi</em> = cadute laterali</p>
<p><em>tori</em> = chi esegue la tecnica<br /><em>uke</em> = chi riceve la tecnica</p>
<p><em>waza</em> = tecniche<br /><em>tachi waza</em> = tori e uke in piedi<br /><em>suwari waza</em> = tori e uke in ginocchio<br /><em>hanmi hantachi waza</em> = tori in ginocchio, uke in piedi</p>
<p><em>kamae</em> = posizione di guardia</p>
<p><em>ai hanmi</em> = tori e uke nella stessa guardia (= stesso piede in avanti)<br /><em>gyaku hanmi</em> = tori e uke nella guardia opposta ( = posizione speculare)</p>
<p>Per il momento basta! Proviamo a memorizzare questi termini, la pratica sarà più facile e consapevole (e avremo imparato un po&#8217; di giapponese gratis&#8230;)</p>
</div>
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		<title>Torifune, l&#8217;esercizio del vogatore per attivare l&#8217;energia.</title>
		<link>https://mutokukan.it/torifune-lesercizio-del-vogatore-per-attivare-lenergia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Mar 2013 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[Il nome L’esercizio che vogliamo trattare fa parte dì una serie «classica» di movimenti da soli (tandoku dosa) eseguiti in apertura di lezione, e generalmente è preceduto e/o seguito da esercizi di respirazione (kokyudosa). Il nome per esteso è Ame – no &#8211; Tori &#8211; Fune. La parola «Tori» significa «uccello», mentre «fune» indica la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style=" margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; ">
<div style="text-align: center;"><object width="400" height="330"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/usTXCcc38Ls"><param name="wmode" value="transparent"><param name="allownetworking" value="internal"><embed src="http://www.youtube.com/v/usTXCcc38Ls" type="application/x-shockwave-flash" allownetworking="internal" wmode="transparent" width="400" height="330"></embed></object></div>
</div>
<div class="paragraph editable-text" style=" text-align: left; "><strong><u><br />    Il nome</u></strong></p>
<p>    L’esercizio che vogliamo trattare fa parte dì una serie «classica» di movimenti da soli (tandoku dosa) eseguiti in apertura di lezione, e generalmente è preceduto e/o seguito da esercizi di respirazione (kokyudosa). Il nome per esteso è Ame – no &#8211; Tori &#8211; Fune. La parola «Tori» significa «uccello», mentre «fune» indica la «barca»; infine «Ame» è il cielo: è la «barca celeste veloce come un uccello».</p>
<p>    Si tratta del nome di un dio della mitologia shintoista; quel dio che, in un famoso episodio narrato nel Kojiki, accompagna il dio guerriero Takemikazuchi, ambasciatore degli dei celesti, a contrattare la cessione del governo della terra da parte degli dei terrestri.</p>
<p>    Il nome dell’esercizio rispecchia tanto il significato profondo, quanto l’apparenza esteriore del movimento, che ricorda quello di un vogatore in piedi su una barca, come si vedrà nel seguito. Pertanto, un altro nome con cui frequentemente si indica il torifune è funakogi undo, appunto «esercizio del vogatore».</p>
<p><strong><u>    La pratica</u></strong></p>
<p>    La sommaria descrizione che ci accingiamo a presentare al lettore si basa sulle conoscenze di numerosi insegnanti che furono allievi diretti del Fondatore, Morihei Ueshiba. Va ricordato che, oltre al loro insegnamento sul tatami ed alle spiegazioni riportate nei vari testi sull’Arte, è disponibile una documentazione filmata che riprende O’Sensei stesso nell’esecuzione di questi movimenti, durante una normale lezione di Aikido.</p>
<p>    Il torifune consta di tre serie di ripetizioni del medesimo movimento. Queste vengono alternate con la pratica di un altro esercizio, detto furitama, «scuotimento dell’anima». In un certo senso, è l’insieme di torifune e furitama a costituire una pratica completa, in quanto i due esercizi sono per molti versi opposti e complementari (il furitama sarà oggetto di futura esplicazione).</p>
<p>  Le tre ripetizioni sono diverse tra loro: dalla posizione shizentai (frontale eretta, i piedi divaricati della larghezza delle spalle) si inizia una serie portandosi in hidari hanmi (guardia sinistra). Dopo l’interruzione e l’esecuzione del furitama ci si porta in migi hanmi (guardia destra) e si esegue un’altra serie, fino all’intervallo per un altro furitama. Infine, si assume ancora hidari hanmi per l’ultima serie. Un’ulteriore esecuzione del furitama concluderà questa parte dei tandoku dosa.</p>
<p>    Come si vede, si tratta di una pratica volutamente asimmetrica, il che conduce a pensare che vi siano livelli di significato ben più profondi della semplice esecuzione «ginnica», che al massimo ne richiederebbe un paio. Ma non è tutto: le tre serie differiscono anche per la velocità con cui si esegue il movimento, che è lento nella prima serie, poi più veloce e infine molto rapido nell’ultima serie. Queste tre velocità sono dette jo (introduzione), ha (rottura) e kyu (veloce). Si tratta di tre ritmi fondamentali, che si ritrovano in altre espressioni tradizionali, come la musica, la recitazione delle preghiere, il teatro No.</p>
<p><strong><u>    Il movimento</u></strong></p>
<p>  Diciamo prima di tutto che il torifune è sostanzialmente fondato su un moto di andata e ritorno dell’anca, avanti e indietro, a piedi fermi sul posto. Come abbiamo detto si inizia con lo hanmi sinistro. Mentre si assume questa posizione portando avanti l’anca ed il piede sinistro, le braccia vengono proiettate in avanti, distese e leggermente convergenti, le mani chiuse a pugno. Quest’azione è accompagnata da una leggera flessione del busto. Da qui si richiamano le braccia ai fianchi, ritirando l’anca all’indietro, continuando per numerose ripetizioni a velocità costante.</p>
<p>    Durante il movimento le gambe si distendono alternativamente , spostando il peso del corpo sul piede avanzato e su quello arretrato, e mantenendo pressoché costante l’altezza del seika tanden dal suolo. Finita la serie ed eseguito il furitama si ripete il tutto a destra, poi nuovamente a sinistra. </p>
<p>    Il movimento va accompagnato dal Kiai: nella prima serie si grida “Ei” distendendo le braccia e “Ho” richiamandole; il ritmo è molto netto ed i due suoni ben distinti.</p>
<p>  Nella seconda serie più rapida, i suoni sono rispettivamente «Ei» e «Sa»; il ritmo si fa più fluido e tra i suoni emessi c’è maggior continuità. Nell’ultima serie molto rapida, si grida «Ei» sia all’andata sia al ritorno; il ritmo è tale da fondere tra loro le due fasi ed i suoni in una vibrazione continua. </p>
<p>    Una buona esecuzione richiede attenzione alla coordinazione motoria e respiratoria. Il ritmo deve essere uguale a quello di chi propone la pratica. In caso contrario la confusione che ne deriva vanifica, almeno in parte, lo scopo del torifune. Questo può essere descritto come l’attivazione dinamica dell’energia risvegliata dalla pratica della respirazione (kokyu), attraverso gradi di vibrazione distinti. Questa attivazione viene ordinata a partire dal centro, il seika tanden, sul quale va posta la massima concentrazione.</p>
<p>    Torifune permette di passare in modo efficace e controllato da uno stato contemplativo ad uno più dinamico, «scaldando» il Ki e disponendolo al meglio per la pratica delle tecniche.</p></div>
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		<title>Sankaku, Maru, Shikaku: i simboli grafici dell’Aikido</title>
		<link>https://mutokukan.it/sankaku-maru-shikaku-i-simboli-grafici-dellaikido/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2013 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[“L’Aiki è una riunione di triangolo, cerchio e quadrato”. Con queste parole di O’Sensei vorremmo introdurre alcune sinte- tiche considerazioni sul significato della grafia simbolica dell’Aikido; questo simbolismo grafico è diffuso pressoché in tutte le culture, con significati e funzioni analoghi. Essendo l’aikido un’arte la cui prima e più evidente modalità espressiva è quella motoria [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
<div style="text-align: center;"><a><img decoding="async" src="https://mutokukan.it/wp-content/uploads/2021/08/6022098.jpg" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px;" alt="Picture" class="galleryImageBorder"></a></p>
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</div>
<div class="paragraph editable-text" style=" text-align: left; "><em>“L’Aiki è una riunione di triangolo, cerchio e quadrato”.</em></p>
<p> Con queste parole di O’Sensei vorremmo introdurre alcune sinte- tiche considerazioni sul significato della grafia simbolica dell’Aikido; questo simbolismo grafico è diffuso pressoché in tutte le culture, con significati e funzioni analoghi.</p>
<p> Essendo l’aikido un’arte la cui prima e più evidente modalità espressiva è quella motoria non dovrebbe stupire che alcuni insegnamenti vi si trovino espressi nei termini di un simbolismo grafico, in particolare geometrico. Le nostre considerazioni in questa sede traggono origine in particolare da due di questi insegnamenti offerti dal Fondatore e da Shirata Sensei: nel primo O’Sensei invita ad entrare nella sfera dell’avversario secondo il triangolo, guidarlo secondo il cerchio e sottometterlo secondo il quadrato. In questa istruzione perciò le tre figure vengono legate alle successive fasi di esecu- zione di una tecnica: entrata, conquista del centro, proiezione o immobiliz- zazione.</p>
<p> Nell’esempio di Shirata Sensei egli associa la successione nell’ordine a Ikkyo, Irimi Nage, Shiho Nage, secondo un diverso punto di vista che fa corrispondere ai tre simboli i principi fondamentali dell’aikido attraverso le tecniche che meglio ne manifestano l’essenza. Entrambe le applicazioni, se pur differenti, si sostengono vicendevolmente e coincidono sul piano dei significati più intimi.</p>
<p> IL TRIANGOLO</p>
<p> Nell’istruzione di O’Sensei il triangolo (con il vertice verso l’alto) corrispon- de allo stabilirsi del contatto tra Shite ed Aite; quest’azione in aikido non è<br />un generico avvicinarsi, bensì “entrare nella sfera dell’avversario”, vale a dire eseguire Irimi come un cuneo all’interno del ceppo. Ciò tanto per i movimenti variamente indicati come Irimi e Omote, ossia quelle tecniche in cui il processo successivo al contatto segue le linee d’azione più o meno diritte, quanto per le forme Tenkan e Ura dove si agisce poi secondo le linee circolari.</p>
<p> Così come l’Irimi è indicato sovente come la base di tutte le tecniche dell’Arte, il triangolo è il primo poligono ed il più semplice dal quale si generano le altre figure. La corrispondenza citata con la tecnica Ikkyo a questo punto non stupirà; si tratta della prima tecnica che veniva insegna- ta: il “Primo Principio”. Dai Ikkyo realizza al meglio le caratteristiche dell’Irimi “triangolare” dove l’entrata non si limita alla “sfera” del partner, ma raggiunge l’interno della sua guardia e finanche il corpo, squilibrando fin dal primo istante la colonna vertebrale e perciò il Seichusen (la linea centrale). L’esecuzione di questa tecnica richiede iniziativa, sicurezza, preci- sione e volontà probabilmente più di ogni altra.</p>
<p> Il triangolo con il vertice orientato verso l’alto si ritrova in ogni civiltà e tradizione proprio come grafo primordiale del fuoco, e perciò con lo Spirito e lo Yang; si potrebbe quindi idealizzarla come la “prova del fuoco” a cui è simbolicamente sottoposto il praticante? Nella dialettica tra Fuoco (Yang) ed Acqua (Yin) è il primo a presiedere alla creazione, a stare all’i- nizio di ogni processo (anche l’Universo è nato da un’esplosione, e quin- di dal fuoco&#8230;). Il lato sinistro con cui il fondatore invita a cominciare ogni azione è infatti associato al Fuoco; e vale ricordare anche che ogni tecnica richiede una posizione triangolare Hanmi, ossia una postura trian- golare.</p>
<p> IL CERCHIO</p>
<p> Passiamo dal triangolo al cerchio: O’Sensei associa questa figura alla fase centrale dell’esecuzione di una tecnica (squilibrio e indirizzamento delle linee di forza); quando Nage “conduce” Uke alla periferia di una sfera egli si pone saldamente al centro dell’azione da dove è possibile controllare ogni moto dell’avversario con sensibilità ed equilibrio.</p>
<p> Il triangolo iniziale diviene un circolo per rotazione; le geometrie dell’insie- me Nage-Uke, costituitosi con la fase d’entrata, seguono traiettorie curve continue, prive di spigoli e di arresti, segno di una capacità di accettazione dell’altro ispirata alle qualità simboleggiate dal cerchio, questo grazie a pro prietà quali l’equidistanza dei suoi punti dal centro e l’indifferente simme-<br /> tria rispetto ad un qualunque diametro.</p>
<p> Volendo indicare una tecnica che al meglio rappresenti questa azione di “guida secondo un cerchio” Shirata Sensei suggerisce En no Irimi Nage, l’Irimi Nage circolare, dove la rotazione sembra poter durare indefinitamen- te in virtù del sottile controllo dell’equilibrio del partner attraverso il suo asse centrale. È la fase del Tenkan, inteso come principio della rotazione, dove in ogni istante viene contenuta la potenzialità della chiusura, dove ogni punto del tracciato nello spazio è virtualmente passibile di uno svilup- po che conduca alla proiezione finale. L’attribuzione del cerchio a tale situa- zione evidenzia il senso fondamentale del simbolo quale emblema della perfezione o completezza della potenzialità, nonché di sostanza base da cui scaturisce la molteplicità. L’aikidoka dovrà porre in circolazione proprio il Ki, l’energia vitale, eliminando ogni ristagno e ristabilendo l’equilibrio dinamico nella relazione conflittuale Nage-Uke.</p>
<p> IL QUADRATO</p>
<p> Dal cerchio, simbolo della perfezione potenziale, giungiamo infine al qua- drato, emblema della perfezione in atto. Il quadrato, come si è visto, viene associato alla fase finale dell’esecuzione di una forma ed allo Shiho Nage.</p>
<p> Quest’ultima corrispondenza è probabilmente più immediata data l’etimo- logia, e fa riferimento a quattro direzioni mutuamente ortogonali. Queste coincidono con gli assi dei lati del quadrato e sono in naturale corrispon- denza con i punti cardinali. Le quattro direzioni, che divengono in seguito otto e quindi infinite, rappresentano l’estensione ordinata delle possibilità insite nel centro; il quadrato infatti, nella tradizione estremo-orientale, è il simbolo della terra e della sua estensione, e si addice perciò ad una tecni- ca che esalta la possibilità di azione in ogni direzione permettendo al cen- tro la proiezione di un avversario contro altri attorno a sé.</p>
<p> Shiho Nage è stato caratterizzato dal Doshu come la forma che più mani- festa il grado di perfezionamento conseguito; introducendo così l’altro aspetto semantico della figura quadrata sopra accennato: il sigillo di stabi- lità e dello stato ultimo della trasformazione, con i suoi quattro angoli retti ed i quattro lati uguali. La forma quadrata è spesso indicata come il simbo- lo del cristallo, della pietra tagliata a regola d’arte, della costruzione perfet- tamente equilibrata e finita, di ogni processo di giunto alla completa attua-<br />zione delle possibilità ad esso inerenti, compresa la massima realizzazione<br />spirituale.</p>
<p> Ecco emergere il senso della corrispondenza di tale figura con la fase di completamento di ogni tecnica, immobilizzazione o proiezione, fase in cui è cruciale la nozione di stabilità ed il richiamo della consapevolezza e “pre- senza” (Zanshin), che non possono essere altro che il frutto di un’operazio- ne interiore.</p>
<p> Con questi riferimenti e considerazioni, con una conoscenza chiara delle forme, non si troverà difficile riconoscere il carattere “quadrato” dell’immo- bilizzazione di Dai Ikkyo o della proiezione di Irimi Nage.</p>
</div>
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