Etichetta dell’ Aikido.

In Giappone la tradizione prevede che le persone si salutino con degli inchini, e questo avviene molto più di frequente di quanto in Occidente non avvenga quando ci si incontra stringendosi la mano. L’inchino non ha un significato religioso, ma piuttosto è un gesto di rispetto o gratitudine.

Quando ci avviciniamo all’entrata del dojo, ci togliamo le scarpe. La tradizione giapponese prevede che le scarpe vengano lasciate al di fuori delle abitazioni così da non sporcare l’interno. Allo stesso modo, quando lasciamo le scarpe fuori dal dojo, lasciamo simbolicamente i nostri problemi all’esterno almeno per la durata della lezione.

Quando entriamo nel dojo, ci inchiniamo rivolgendoci al kamiza, con un’immagine di O Sensei Morihei Ueshiba: questo saluto è un gesto di rispetto nei confronti del fondatore dell’Aikido. Anche quando saliamo o scendiamo dal tatami, salutiamo il kamiza.

Quando comincia la lezione, tutti gli allievi sono seduti in fila nella posizione di seiza con il maestro alla loro sinistra. Il maestro si inchina verso il kamiza, raggiunge il centro del dojo, e saluta nuovamente la figura di  O Sensei insieme a tutti gli allievi. La lezione ha inizio quando il maestro si gira e noi rispondiamo al suo saluto.

Quando il maestro finisce di dimostrare una tecnica con l’aiuto di un uke, lo salutiamo con un inchino e chiediamo ad un altro allievo di praticare con noi dicendo “onegai shimasu”: saresti cosi gentile (di allenarti con me?).

Incoraggiamo gli allievi più giovani a porgere questa domanda agli allievi più esperti. I motivi sono due: si impara di più quando si pratica con allievi più esperti; si corrono meno rischi praticando con loro perché sanno come assecondare uke e portare tecniche più precise.

Durante il keiko, se il maestro spiega una tecnica a due allievi, gli altri studenti si siedono in seiza in segno di rispetto osservando ed ascoltando la spiegazione. Quando il maestro finisce, tutti coloro che si sono seduti ad ascoltare ringraziano il maestro dicendo “domo arigato gozaimasu”. Quando il maestro batte le mani e dice “yamé” (= fermi) ci inchiniamo di fronte al nostro compagno d’allenamento e lo ringraziamo.
 
Nel caso abbiamo bisogno di lasciare il tatami per qualche ragione, dobbiamo avvisare il maestro immediatamente.

Se abbiamo bisogno di mettere a posto la cintura o il gi, dobbiamo assicurarci che il maestro abbia finito di parlare, quindi ci giriamo dando la schiena al kamiza.

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