Kokyu.

Letteralmente: espirare-inspirare; la respirazione.
Questa alternanza permette di convogliare il Ki atmosferico verso il Seika Tanden e di attivarvi il fuoco della trasformazione di questo Ki in soffio vitale ed energia spirituale. La respirazione non deve ostacolare né la libera circolazione dell’energia né la fluidità del movimento: da qui l’importanza attribuita alle tecniche di respirazione profonda dette “addominali” (che concernono tutta la fascia pelvica e non solo il ventre.) Possiamo distinguere tre forme principali di respirazione:

– La respirazione naturale
Il ventre, i fianchi e le reni si gonfiano con l’inspirazione, quindi si rilassano con l’espirazione. Questa respirazione favorisce la concentrazione: da qui il nome di respirazione “buddhistica” che la differenzia dalla respirazione inversa, detta “taoistica”.

– La respirazione inversa
Durante l’inspirazione immaginate che l’aria si accumuli davanti alla terza vertebra lombare (all’altezza delle reni) quando il ventre si gonfia leggermente e l’ano si ritrae. All’espirazione, immaginate che l’aria accumulata nelle reni si concentri nel Seika Tanden che si trova così proiettato in avanti e verso il basso, mentre l’ano si rilassa. La conoscenza di questa tecnica respiratoria è indispensabile se si vuol sviluppare il kokyu-ryoku (potenza respiratoria). Questa respirazione, di origine taoista, è la più importante nell’ambito delle arti marziali.

– Ingoiare la pillola
Tecnica di respirazione in apnea, anch’essa di origine taoista. Con l’inspirazione che viene fatta dalla bocca, il Ki atmosferico è inghiottito, per venire fortemente concentrato nel Seika Tanden, provocando un sovraccarico provvisorio di energia.

Questi tre tipi di respirazione sono legati ad una concezione del corpo tratta dall’alchimia taoista e dall’arte medica cinese. Essi poggiano sulla pratica della Piccola e Grande Circolazione Celeste.

(testo tratto da: “Aikido, il libro del principiante” di Stephane Benedetti -ed. Mediterranee)

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